Mutui inpdap a tasso fisso o variabile: i tassi del 2018

Chi vuole scegliere un mutuo INPDAP per l’acquisto della prima casa può contare su due opportunità: il mutuo a tasso fisso o quello a tasso variabile. I dipendenti pubblici e i pensionati possono ottenere dei mutui inpdap per comprare un immobile da adibire a prima residenza, per la ristrutturazione dell’immobile stesso o per acquistare o costruire un box auto o un posto auto.

Qualunque sia il tasso di interesse scelto, bisogna ricordare che i mutui concessi dall’INPS (che dal 2012 è subentrato all’INPDAP) prevedono sempre il ricorso a delle rate costanti. Per saperci regolare sulla possibilità di riuscire a pagare il mutuo regolarmente, teniamo in considerazione i tassi di interesse stabiliti. Soffermiamoci in particolare sui cambiamenti che questi hanno attraversato nel tempo e sui valori in vigore nel 2018.

I cambiamenti nel tasso di interesse

Un primo cambiamento è stato introdotto dall’INPS nel 2015. Si trattava di una diminuzione della percentuale del tasso di interesse fisso. Si è passati dal 3,75% al 2,95%. Il nuovo tasso di interesse è entrato in vigore a partire dall’1 luglio del 2015. La riduzione è stata fatta in seguito alla determinazione presidenziale numero 64 del 24 giugno 2015.

Nel 2017 si è avuta una nuova disposizione: è stato stabilito un metodo diverso per calcolare il tasso di interesse fisso. In questo nuovo tipo di calcolo si tiene conto di diversi fattori, come la durata del prestito e il loan-to-value.

Per calcolare il tasso fisso si prendono in riferimento i seguenti valori:

DurataLTV <= 50%50% < LTV < 80%LTV > 80%
Fino 10 anni1,15%1,33%1,73%
Fino 15 anni1,51%1,69%2,20%
Fino 20 anni1,65%1,83%2,38%
Fino 25 anni1,97%2,03%2,65%
Fino 30/35 anni1,97%2,03%2,65%

I tassi di interesse del 2018

Quest’anno, in seguito all’emanazione di un nuovo regolamento, si possono avere due casi:

Mutui ipotecari agli iscritti alla gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali
(Determinazione del Presidente dell’Istituto n. 79 del 24 luglio 2015)
Art. 7, comma 2
Tasso fisso
(Determinazione del Presidente dell’Istituto n. 110 dell’8.10.2015)
2,95%
Tasso variabile
(Determinazione del Presidente dell’Istituto n. 110 dell’8.10.2015)
Tasso variabile pari all' Euribor a 6 mesi, calcolato su 360 giorni, maggiorato di 200 punti base, rilevato al 30 giugno o al 31 dicembre del semestre precedente ed applicato sul debito residuo a tale data

Come fare il cambio del tasso

Il soggetto richiedente un mutuo all’ex INPDAP può, se vuole, passare da un tasso fisso al tasso variabile o al contrario. Per effettuare questa operazione, devono essere almeno passati due anni da quando è stato stipulato il contratto. Il cambiamento può essere richiesto soltanto una volta durante la durata del finanziamento, per avere la possibilità di scegliere il tasso più conveniente, considerando la media di quelli presenti in un dato momento sul mercato.

Per cambiare si deve compilare un modulo scaricabile sul sito dell’Inps e inviarlo con posta elettronica certificata (da inviare tramite la PEC la domanda stampata, firmata e scannerizzata) o con raccomandata e avviso di ritorno.

La domanda può essere anche presentata direttamente agli sportelli dell’INPS, nella sede che si occupa della pratica del mutuo che abbiamo richiesto. In tutti i casi la richiesta deve essere sempre accompagnata con la fotocopia del documento di identità in corso di validità.

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